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Peace is for pussies

Il respiro del diavolo (Whisper)

whisperLa trama è presto raccontata.

Il film anche.

Un ex-galeotto viene coinvolto nel sequestro di un bambino che rivela doti paranormali inaspettate volte ad un solo fine: indurre le persone a uccidere o provocarne la morte.

Brividi pochi.

Terrore assente.

Raccapriccio senza fine per un film di cui non bisognerebbe neanche trattare, se non per denunciarlo quale ennesima truffa verso il fandom horror.

 

La storia avrebbe potuto offrire qualche spunto narrativo interessante, invece si preme il pedale sul plagio maldestro, come in un qualsiasi film svenduto a pochi euro in un cestone del supermercato.

 

E non avendo la benché minima idea di come si diriga un film, avendo a disposizione per location un cottage in mezzo alla neve e come protagonista l’incarnazione del demonio sotto forma di bambino, che cosa avrebbe potuto scegliere di fare il regista se non scimmiottare sequenze e inquadrature da “Shining” (le riprese dall’alto, l’inseguimento a mano armata di accetta) e da “Omen” (il bambino ricco interpretato da un moccioso identico a Damien, la scena del compleanno, lupi invece di sciacalli, la sostituta materna manipolata)?

 

Il film procede in modo lineare, le morti non riservano sorprese (non scorre una goccia di sangue), e pur avendo sotto mano qualche spunto intrigante (l’identità del vero architetto del sequestro, la necessità per il diavolo di essere ascoltato per poter controllare la mente altrui, le premonizioni mortali disegnate sulle pareti) lo si trascura in modo frettoloso.

 

Disperati per l’avvilente risultato, i produttori non hanno trovato soluzione migliore che puntare tutto sulla presenza di Josh Holloway, il sex-symbol di “Lost”, che qui appare pure fuori forma e di fatto interpreta la versione priva di ironia di Sawyer, in un tentativo mal riuscito di sfondare sul grande schermo.

 

Imbarazzante.

Vi segnalo la recensione di Elvezio Sciallis.

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Questa voce è stata pubblicata il 08/02/2009 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , , .

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