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Religiolus (Religulous)

religiolusTrascinate i vostri amici credenti e i vostri figli a vedere questo film: forse i primi li perderete per sempre, ma i secondi non diventeranno gli ennesimi idioti della famiglia.

Diretto da Larry Charles, regista di “Borat”, e costruito su interviste condotte dal comico Bill Maher, è un documentario dal tono superficialmente scanzonato e irriverente che assume nel suo corso una piega sempre più polemica e seriosa fino ad arrivare ad un finale letteralmente apocalittico che potrebbe anche sembrare esagerato.

Se non fosse che per due ore “Religiolus” ci ha insegnato che a forza di ridere delle sciocchezze fideistiche ci troveremo tutti nella merda.

E’ un film pregiudiziale, ma in modo onesto e diretto.

Bill Maher parte dal presupposto dichiarato che la fede sia un’infermità mentale, di cui fa emergere i due aspetti principali: da una parte l’incredibile capacità di far ritenere come vero falsità o illogicità agghiaccianti e grottesche, dall’altra quello morboso dell’attesa non tanto del giudizio finale (benchè il film esordisca con una scena a Mejiddo), quando dello scontro finale per il prevalere della propria religione.

E nonostante le battute siano assolutamente esilaranti, alla fine rimane ben poco da ridere.

Fedeli assolutamente in malafede hanno o boicottato il film (qui in Italia si sono limitati per ora a deturpare i manifesti) o lo hanno snobbato accusando Maher di aver interagito solo con gli epigoni più folli dei monoteismi.

Niente di più falso.

Maher intervista non solo gente comune, che immancabilmente risulta ignorante, confusa, incapace di rispondere alle sue domande pungenti e logiche sulle assurdità contenute nei loro testi, ma anche rappresentanti spirituali che, teoricamente, di affari teologici ne dovrebbero sapere, ma si rivelano per quello che sono: fondamentalisti.

Si passa da Israele al Vaticano fino alla Mecca, ma ci sono anche escursioni rapide nel regno dei Mormoni (lo Utah), in Olanda (dove si affronta la questione della convivenza con i musulmani), in parchi a tema in cui si vuol dimostrare che la Genesi è verità e Darwin un bugiardo o ci si improvvisa predicatori di strada di Scientology (spazzata solo esponendo la storiella di Xenu e dei Thetans, ma solo un mentecatto può seriamente credere a una pessima novella fantascientifica scritta da uno che suscitava ribrezzo persino ad Aleister Crowley).

Lo scopo è quello di ridicolizzare le religioni semplicemente raccontandone i principi base, gli aneddoti dei loro libri sacri, mettendo in evidenza l’ipocrisia di chi afferma di essere a favore del diritto di critica, ma anche della tua morte se lo eserciti.

Maher mostra un bel coraggio ad affrontare di petto prelati che sembrano politici e politici che sembrano prelati, guadagnandosi minacce, proteste, insulti, l’intervento della polizia mormone e la sempreverde nomea di ebreo.

A rendere il tutto spassoso (almeno finchè non si è saturi di ascoltare tante amenità) i suoi commenti post-intervista, in cui non esita a definire questa o quella fede un cumulo di “bullshit”, gli intermezzi cinefili ad effetto comico (come già Michael Moore) o anche documentari o film di ispirazione religiosa, ottenendo in modo semplice, ma efficacissimo un crash tra quello che dichiarano i religiosi e (le conseguenze delle) loro azioni dal lato pratico.

Ne risulta un’equilibrata operazione tra didattica (per esempio i parallelismi tra la storia di Gesù e quella di decine di altre divinità adorate nei secoli precedenti) e satira feroce e senza sconti, che dietro il sorriso nasconde un disprezzo totale per la fede.

Maher, infatti, conclude con un’arringa retorica, ma purtroppo concreta, sull’estremo pericolo insito nell’irrazionalità quando conquista la mente delle persone e i posti di potere, sull’utopia del confronto e del dialogo e sull’assioma che se i religiosi non si ammazzano fra di loro quanto prima, ci ammazzeranno con essi.

E questa volta non varrà il detto che una risata li seppellirà tutti.

Da distribuire con “Famiglia Cristiana”, a detta del governo la pubblicazione più eversiva del momento.

E ciò la racconta lunga su quanto siamo messi da vomito in Italia.

7 commenti su “Religiolus (Religulous)

  1. cristiano
    13/02/2009

    …appena ho scoperto dell’uscita di questo film ho aspettato con impazienza la tua recensione….
    bene bene bene andrò a vederlo al più presto: mi sembra giusto un film da mercoledì.
    Saluti caro… è sempre un piacere!

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  2. kartch
    13/02/2009

    Vado stasera.

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  3. paolo
    14/02/2009

    Per chi ha come unica fede la teiera di Russell il film è consigliato, proibito o severamente consentito?

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  4. Lenny Nero
    15/02/2009

    @Paolo: penso che l’autore di “Perchè non sono cristiano” si sarebbe ammazzato dalle risate.

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  5. roko la kieppa
    20/02/2009

    scaricatelo e grande.

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  6. fabristol
    22/02/2009

    Cioé il governo italiano ha criticato il film??

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  7. Lenny Nero
    22/02/2009

    @Fabristol:
    no, il governo per bocca e mano di Maroni, è in lite con Famiglia Cristiana.
    L’hanno persino denunciata…

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Questa voce è stata pubblicata il 13/02/2009 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione, Religione con tag , , , , .

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