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Peace is for pussies

San Valentino di sangue 3D

San-Valentino-di-sangueUn incidente in miniera il giorno di San Valentino.

Due unici sopravvissuti.

Uno ha causato la catastrofe, l’altro è un folle in coma che si risveglia esattamente un anno dopo e massacra tutto lo staff ospedaliero prima di nascondersi negli ultimi luoghi che ha visto, dove ovviamente bellimbusti e bionde tettute si sono recati per festeggiare.

La festa gliela fa il pazzo, a colpi di piccone, per poi essere ucciso dalla polizia.

Dieci anni dopo i destini dei quattro ragazzi scampati al massacro si incrociano a causa di un uomo mascherato da minatore che ama strappare i cuori e inviarli alla polizia in romantici cofanetti.

(Roba che ti costringe a trapanarti le orecchie per non sentirtela raccontare.)

Utilizzare la tecnologia 3D in modo pretestuoso e semplicistico per vendere questo (quasi del tutto) inguardabile remake dell’omonimo film del 1981 è offensivo prima di tutto per il genio che ha concepito l’idea.

Negli U.S.A. le idee nuove se le sono bruciate coi titoli tossici, evidentemente, quindi non solo si stanno saccheggiando gli slasher (vedi il recente e indecente “Venerdì 13”), ma qualcuno ha pensato che metterci addosso un paio di occhialini ci possa far apparire più gradevoli i sottoprodotti che ci propinano con tanta sfacciataggine (o è disperazione?).

Quando la nuova tecnologia non sarà più la curiosità del momento, produttori e registi dovranno anche a pensare ai film.

“San Valentino di sangue” è un mucchio di inutile celluloide costruita intorno al 3D.

Quando un’opera è al servizio della tecnologia, e non viceversa, dovrebbe essere destinata ai parchi a tema, non alle sale cinematografiche.

Oggigiorno si parlerebbe di ciarpame senza pudore.

Il fatto che nonostante il successo commerciale si sia deciso di non realizzare un sequel, potrebbe essere un segnale che un residuo di intelligenza è rimasto nel mondo e che sia emerso che chi ha visto il film non l’ha proprio apprezzato.

Ora, il fandom horror è molto indulgente, inebetito dal sangue, ma il duo Craven-Lussier andava fermato in tempo già ai tempi di “Dracula’s Legacy”.

L’impressione generale è quella di vedere uno slasher d’altri tempi che proprio quando deve sfoggiare il suo innovativo lato tecnologico, scade in un’ostentazione patetica, tra pugni, fucili e picconi puntati verso lo spettatore, con quella evitabile sottolineatura per rubarci urletti di meraviglia che soffoca il ritmo dell’azione.

La visione non risulta del tutto atroce grazie al fatto che nella prima parte si intraprende una direzione che ha causato l’alto rate di censura:  grand-guignol, omicidi molto dolorosi e inventivi e una sequenza di sesso e nudo integrale (che ovviamente si conclude violentemente) piuttosto lunga e inusuale per un prodotto che punta alla massa.

Ma se i primi venti minuti sono tosti, veloci, adulti, dopo purtroppo si precipita nella noia più totale a causa di una trama prevedibile e un cast, prevalentemente di estrazione televisiva, che piacerà alle ragazzine, ma inetto.

Quando finalmente si spera che la storia riprenda quota, dopo un’efficace e tradizionale scena di inseguimento all’interno di un supermercato, il comico, fino ad allora temuto (ed evitato) al fine di smorzare la tensione e accontentare la MPAA, è sostituito dal comico involontario.

Gli attori si preoccupano di non essere spettinati, mentre intorno a loro si copia il discutibile colpo di scena di “Alta tensione”, ma avendoci già rivelato un indizio fondamentale neanche a metà film (temevano che qualcuno non capisse?) tutto quello che avviene dopo è semplicemente imbarazzante, la suspense è ormai evaporata e pure sullo splatter si lesina parecchio, puntando solo all’ennesimo elemento scagliato contro lo schermo.

I bambini fanno “oh!”.

Finale aperto come di regola, ma forse il pubblico, non più ignaro, ha già veicolato il messaggio a chi di dovere.

Segnalo la recensione di Elvezio Sciallis.

5 commenti su “San Valentino di sangue 3D

  1. Elvezio
    11/05/2009

    Ho sentito che alcune sale hanno raddoppiato il prezzo del biglietto per l’occasione!
    Il piccone dovrebbero usarlo per lavorare davvero in miniera…

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  2. Lenny Nero
    11/05/2009

    @Elvezio:
    a Torino il prezzo del biglietto per uno spettacolo in 3D è di dieci euro.
    Se altrove han fatto i furbi, non saprei, ma così spiegherei gli incassi pazzeschi di questo film pure qui in Italia.

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  3. CINEMAeVIAGGI
    11/05/2009

    Fantastico… abbiamo praticamente scritto le stesse cose in modi diversi… che si sintetizzano nell’aggettivo “imbarazzante”!!!

    Ti lascio la mia recensione di San Valentino di sangue 3D

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  4. To18
    01/06/2009

    questo film e’ vietato ai bambini?

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  5. Lenny Nero
    01/06/2009

    @To18: e direi proprio di sì!🙂

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Questa voce è stata pubblicata il 10/05/2009 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , .

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