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Terminator Salvation

terminator_salvationUn riavvio della saga di Terminator, dopo l’imbarazzante terzo episodio, non aveva suscitato particolare interesse, se non pregiudizialmente negativo, soprattutto dopo aver appreso che il nuovo episodio sarebbe stato diretto da MCG, responsabile del kitsch iperstilizzato di “Charlie’s Angels”.

Forti della presenza di Christian Bale, reduce dal successo internazionale di “Batman – Il cavaliere oscuro”, e non si sa di quali altre carte da giocare, comunque i produttori hanno portato a termine l’operazione sperando di rinnovare il marchio.

Con sorpresa, il film si è rivelato negli Stati Uniti un mezzo insuccesso e a voler essere obiettivi le colpe sono tutte ascrivibili ad elementi e decisioni estranee al regista che ha compiuto un ottimo lavoro per rendere il film spettacolare ed adrenalinico.

Purtroppo temo che la nuova serie verrà abortita sul nascere a causa di un montaggio imposto assolutamente disastroso e di un lavoro di scrittura superficiale.

Lungo il film vengono sprecate idee e spunti narrativi; si considera assodato che chiunque ricordi o conosca i precedenti episodi; vengono disseminati buchi di sceneggiatura, incongruenze, inverosimiglianze pesanti come macigni; ci si perde in un anticlimax finale a cui vengono sottratti epica, toni apocalittici o almeno la possibilità di offrire un cliffhanger in grado di rinnovare la nostra passione per le vicende di John Connor.

Tutti errori che si pagano in termini di coinvolgimento delle nuove generazioni e che compromettono anche qualsiasi tipo di operazione nostalgia.

E non accaniamoci su un cast che sfiora il ridicolo, da Bale, incolore come non mai e carismatico quanto uno zombie, a Moon Bloodgood, un clone di Tia Carrera, a un’inutile e sprecata Bryce Dallas Howard fino al tanto vociferato Sam Worthington, il quale deve solo ringraziare di essere un apprezzabile coacervo di testosterone e di aver incarnato Marcus, il vero protagonista di “Terminator Salvation” ed unico personaggio in grado di intrigare ed emozionare.

Tuttavia non usiamo a sproposito il termine rivelazione perché, visto il suo futuro ruolo come Perseo in “Scontro di Titani”, il dubbio è che Hollywood abbia solo trovato l’ennesimo manzo belloccio da dare in pasto ai nostri ormoni (come già successo per Gerard Butler, prematuramente liquidato in film da cestone) che non dimostra certo particolari doti recitative.

Se poi confrontiamo gli attori principali con le performance secondarie dei sempre eccellenti Helena Bonham Carter e Michael Ironside c’è di che sospirare.

Tratteggiata questa raccolta dei difetti grossolani di “Terminator Salvation”, se si abbassano le proprie aspettative, e si sorvola sulla barbara costruzione del racconto, rimane un blockbuster ricco di scene d’azione dirette con mano sicura, impostate su gran senso del ritmo e dello spazio ed inquadrature ad effetto (spettacolari le soggettive e le riprese aeree), fotografate splendidamente e mai confuse, in cui si ambisce al gigantismo e all’iperrealismo: grandi edifici, robot mietitori di uomini alti come palazzi e dotati di devastanti armi a lungo raggio o in grado di liberare velocissime cyber-moto dal design gigeriano, esplosioni nucleari, sottomarini nascosti da un mare costantemente in tempesta, inseguimenti stradali che non fanno rimpiangere troppo quelli (irraggiungibili) del secondo episodio, terminator implacabili e aereonavi da trasporto.

E se da una parte MCG per fortuna non è Michael Bay, e sa davvero costruire una scena d’azione nel modo più efficace possibile, usando in modo studiato i movimenti di camera, dall’altra gli viene in supporto un sonoro robusto che sfrutta ogni possibile bassa frequenza per avvolgervi e farvi sobbalzare.

Purtroppo l’impianto artistico, le numerose citazioni (vi ritroverete persino a ricantare “You could be mine”) e la tragica figura di Marcus valgono il biglietto se vi accontentate solo di uno spettacolo a tratti sopra la media ed ambizioso (ma se non visto al cinema, perde sicuramente metà del suo impatto); se oltre ad una potente stimolazione sensoriale pretendete anche una storia avvincente e attori degni di tale etichetta, sappiate che non ve n’è traccia alcuna.

Un commento su “Terminator Salvation

  1. fabristol
    25/06/2009

    ed io che pensavo di essere stato spietato nella mia recensione.😀

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Questa voce è stata pubblicata il 07/06/2009 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , .

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