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Peace is for pussies

Ergo Proxy

ergoproxyNella città-cupola di Rom-Do umani e androidi (chiamati autorave) vivono collaborando per salvaguardare la specie umana, quasi estinta dopo un disastro ambientale. A Rom-Do la vita scorre monotona e tranquilla, regolata dal perfezionismo, dal consumismo e dal distacco emozionale che gli abitanti devono dimostrare per essere considerati “cittadini modello” e quindi degni della società. Il mondo di Ergo Proxy è ambientato in un futuro molto tecnologizzato dove anche le nascite sono severamente controllate e meccanizzate. In questo “paradiso” la tranquillità viene improvvisamente infranta dallo scoppio di un’epidemia che colpisce gli autorave, il Cogito, un virus di origine ignota che permette a quest’ultimi di acquisire consapevolezza di loro stessi, e li rende capaci di provare ogni genere di emozione umana; e dalla fuga da un laboratorio di ricerca segreto di una creatura non umana, chiamata Proxy, che veniva sottoposta ad esperimenti per capire il suo organismo e, in particolare, per scoprire il segreto delle cellule Amrita di cui è composta che la rende immortale. Il Proxy durante la fuga semina morte tra gli abitanti di Rom-do. La nipote del Primo Cittadino, l’agente Re-L Mayer che ha il compito di investigare sui recenti omicidi, viene a contatto con il Proxy, che irrompe nel suo appartamento terrorizzandola. In un mondo in cui gli omicidi sono quasi inesistenti la pace di Rom-Do è in crisi, e Il Dipartimento di Sicurezza si affretta ad insabbiare la faccenda. Re-L non si dà per vinta e vuole scoprire tutta la verità sulla creatura, che ha visto con i suoi occhi. La sua ricerca parte da Vincent Law, un immigrato moscovita che ripara autorave, che è stato trovato svenuto nei pressi di casa sua il giorno dell’incontro con il Proxy. Re-L inizia a gettar luce sui misteri che ruotano attorno al Proxy e a questo misterioso Vincent Law. (cit. http://it.wikipedia.org/wiki/Ergo_Proxy)

Una posizione obiettiva rispetto a questa serie, la cui pubblicazione in dvd è terminata pure qui in Italia, esige che ne si premetta subito il difetto maggiore: “Ergo Proxy” non è altro che l’ennesima saga giapponese.

L’aggettivo implica che l’originalità delle tematiche è nulla ed è sempre la solita dai tempi dell’insuperabile “Neon Genesis Evangelion” passando per i sofismi cyber di “Ghost in the shell” (inoltre lo sceneggiatore Dai Sato è lo stesso di “Stand Alone Complex”) e di mille altre produzioni analoghe.

Eppure, benchè il materiale narrativo non venga maneggiato con attenzione fino in fondo, apparendo involuto più che criptico, dato che la complessità della cosmologia inventata non prevede le conoscenze di alto livello culturale (o maniacale) necessarie per orientarsi in NGE, o complicate speculazioni come accadde per “Serial Experiments Lain”, “Ergo Proxy” è per gli appassionati un tassello che non aggiunge nulla di particolarmente innovativo all’evoluzione degli anime, ma sa come risultare affascinante ed intrigante.

I punti di forza sono rappresentati da un concept artistico che mescola abilmente steam e cyberpunk; figure dal look emodark che faranno la gioia degli adolescenti; la cura estrema per il design degli autorave o per le scenografie, che fondono elementi di architettura moderna e rinascimentale; la sempre funzionale abilità nell’intersecare pensiero occidentale e orientale, citazioni filosofiche, pittoriche e cinematografiche, così come religione e scienza.

Un non-sense mistico che risulta, tuttavia, essere divertente e suggestivo, anche perchè non è nè gratuito nè privo di una logica interna.

La serie sa come catturare l’attenzione grazie a rivelazioni centellinate, all’alternanza di scene d’azione assolutamente spettacolari e frenetiche, ad altre in cui esplorazione e riflessione ne sono il fulcro, spesso compiaciuto.

L’atmosfera surreale, così come le ricercate soluzioni visive, intrappolano immediatamente lo spettatore, e la forte caratterizzazione psicologica dei personaggi crea ben presto empatia per le vicende di Re-l e Vincent, persi in una parabola post-apocalittica alla ricerca di una verità che è più terribile di quanto possano immaginare.

E nonostante la superficialità con cui viene tratteggiata la loro storia, i Proxy quando appaiono in scena si impongono e spaventano e conoscere il loro mistero spinge a divorare le puntate.

Se avete voglia di una rivisitazione in chiave neogotica dei pasticci fantascientifici ed esistenziali che sono il marchio di fabbrica di molte produzioni del Sol Levante, che strizzano un occhio all’altra parte del mondo, “Ergo Proxy” potrebbe maltrattare piacevolmente, e come d’atteso, i vostri neuroni.

E sicuramente vi riempirà gli occhi.

3 commenti su “Ergo Proxy

  1. caino
    14/07/2009

    molto bella, ne ho parlato un po’ di mesi fa anche io…

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  2. Elvezio
    15/07/2009

    Sono molto cunt-ento che ti piaccia Evangelion allora ti rivoglio bene dai…

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  3. Lenny Nero
    15/07/2009

    Figurati se non mi piace NGE. L’ho scoperto nel pieno delle mie fisse per la mistica ebraica e l’occultismo moderno e quando l’ho visto mi sono esplosi i neuroni. Nel post c’è il link ad un mio vecchio testo in cui tento approssimativamente di spiegarne tutti i riferimenti. Probabilmente lo comprendo solo io, ma per me è chiarissimo.🙂

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Questa voce è stata pubblicata il 14/07/2009 da in Flussi di incoscienza con tag , .

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