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Peace is for pussies

The road

“The road” è fuor di ogni dubbio un film deprimente, così come è stato definito per giustificare in modo imbarazzato lo scarso interesse dei distributori italiani, ma è anche un film solido, emozionante, che non fa sconti, diretto da un regista noto per aver lavorato con Nick Cave e da cui ci si sarebbe potuto attendere qualsiasi tipo di risultato, da un horror senz’anima ed edulcorato, traditore del libro di McCarthy, ad un tedio desolante di due ore.

Invece “The road” è diretto e costruito con passione per una storia che si colloca fra la distopia post-nucleare e i situazionismi estremi di “Cecità” di Saramago.

Si viene gettati immediatamente in lande desolate, fuligginose come la splendida fotografia e gli squarci visionari su città accartocciate e circondate da una natura ormai arida per sempre.

Accenni rapidi e giocati sulla reazione dei protagonisti, per glissare sul disastro di fondo e passare dall’olocausto nucleare a quello morale e all’odissea disperata di un padre e un figlio.

Il senso di solitudine e di abbandono  dei due viandanti non solo è totale, ma si accompagna alla costante sensazione di minaccia:  la fame è un’ossessione, i pochi sopravvissuti sono dediti al cannibalismo e nemmeno le foreste li proteggono, crollando su di loro come giganti senza vita.

L’unica opzione è rimanere sulla strada principale, eppure la morte è certa e ragioni per vivere non ne sono rimaste.

La sceneggiatura e il montaggio riescono a spezzare un ritmo potenzialmente piatto con flashback che ricostruiscono il vero dramma del protagonista (un sobrio quanto intenso Viggo Mortensen) restituendoci una figura ben più complessa di un essere umano motivato dal semplice istinto di sopravvivenza e di protezione verso il figlio (Kodi Smit-McPhee, la cui fisicità scarnificata e fragile lo aiuta a rendere realistica l’interpretazione di un ragazzino che non ha mai conosciuto altro tipo di mondo, eppure cerca di definire le categorie del bene e del male in un contesto in cui è autodistruttivo ragionare per rigidi schemi mentali).

Ed è in questi residui di umanità che si cela il nucleo vitale ed emotivo del film, nelle discussioni dolorose tra il padre e la madre, nell’amore spezzato del primo e nella deriva di rassegnazione della seconda, in quei pochi incontri paradigmatici che evidenziano che la bontà o la malvagità dell’animo umano sembrano polarizzarsi perdendo ogni sfumatura.

E se il cast è eccellente, grazie anche alle partecipazioni di Charlize Theron, Robert Duvall e Guy Pearce, è il comparto tecnico-visivo che rende “The road” un’esperienza immersiva in cui l’intima dimensione psicologica dei dialoghi si confronta con impressionanti panorami digitali che fondono la straniante bellezza dell’horror vacui con un realismo catastrofico su grande scala, rappresentando elementi naturali e architettonici come parti di un cadavere in decomposizione.

“The road” è un’esperienza a tratti claustrofobica, mai piacevole, sempre tesa, che lascia nello sconforto e nel disagio anche quando tenta di sciogliere la tensione nel finale, ma la narrazione di un mondo che si sta spegnendo, dell’impossibile educazione di un figlio che presto sarà costretto a lottare da solo, non avrebbe potuto ricevere trattamento e illustrazione più coerente.

4 commenti su “The road

  1. SIMO
    31/05/2010

    Ha convinto anche me… nonostante non avessi alcuna conoscenza pregressa del racconto di McCarthy.
    I temi come umanità, fede, e redenzione, qui sono messi in discussione, senza esasperare, dialoghi minimi, eppure capaci di trasmettere particolari e senzazioni in modo esaudiente…come la colonna sonora dell amato Nick, interventi sempre molto misurati, che non interrompono mai la cruda e bestiale essenzialità del contesto. Anche la fotografia l ho trovata molto bella. giustamente deprimente e malinconica. Un bel pugno al cuore e allo stomaco!!!

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  2. Alessandro
    08/06/2010

    Beliisimo! 10 e lode! i distributori italiani sono leggermente ritardati…..leggermente!

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  3. Pingback: The road « " The Outsider

  4. SamSimon
    30/11/2010

    Appena finito di vedere, concordo pienamente con la recensione. Non mi ha annoiato per un attimo e mi ha emozionato molto. Gran film!

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Questa voce è stata pubblicata il 09/05/2010 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , .

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