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Peace is for pussies

La horde

Un gruppo di poliziotti in cerca di vendetta, una gang di immigrati, un vecchio reduce di guerra, la fine del mondo.

“La horde” era un film molto atteso, ennesimo parto di quel gruppo di giovani registi francesi coinvolti nel progetto “Viande d’origine française” che radunava molti di coloro che hanno galvanizzato l’horror degli ultimi anni.

Yannick Dahan e Benjamin Rocher, alla loro prima co-regia, scelgono di farsi notare in ogni modo.

Prendono un archetipo moderno (lo zombie), lo collocano nel contesto della banlieue per titillare i critici con possibili sottotesti di satira sociale, evitano (per quanto possibile) schemi prevedibili e citazioni, mescolano il tutto in un concept artistico da videogioco, iniettato di quantità industriali di machismo e testosterone fino a farci sviluppare un paio aggiuntivo di gonadi, e impacchettano un film dannatamente divertente e roboante.

Ogni altra considerazione su un effettivo valore cinematografico è superflua: “La horde” va analizzato all’interno di una prospettiva di puro e barocco intrattenimento.

Tutto è esagerato e nello stesso tempo calcolato.

Da un lato la fotografia satura, che esalta buio e sangue, gli squarci panoramici sull’apocalisse in città o sull’orda di zombie sanguinari, le inquadrature e i movimenti di camera ricercati per una maggiore graficità, robusti effetti sonori che stuprano le casse e una colonna sonora onnipresente che porta al limite la tensione; inoltre dialoghi grevi e serrati, personaggi stereotipati, ma non banali, e cattiveria sopra la media fino al cinico finale.

Dall’altra ultraviolenza, un montaggio secco, gruppi inferociti di non-morti, scontri a mani nude o con qualunque oggetto sia disponibile e tanta vernice rossa per ridipingersi le retine.

I due registi si muovono soprattutto nei territori dell’action-movie e degli shooter tridimensionali e riescono nell’intento di schivare cheap-thrill, concedersi un paio di citazioni romeriane aggiungendoci un plus di adrenalina, evitare il dejà-vu inventandosi nuovi luoghi e modalità di scontro.

Se appartenete alla schiera di coloro che si esaltano ad impugnare una mitragliatrice e fare a pezzi i mostri, potete avere un’idea del tipo di sensazioni trasmesse dal film.

E se il settore tecnico non delude, è il mix di sadismo e humour-nero che contraddistinguono alcune scene che colpisce ed annulla il pericolo del comico involontario.

L’equivalente di uno stupro ai danni di una donna zombie (picchiata, vessata, insultata, costretta a baciare una testa mozzata, denudata e guardata lascivamente) e la sequenza clou della lotta suicida di uno dei poliziotti contro centinaia di zombie, armato solo di pistola, macete e della propria robustezza, tengono stomaco e budella incollati alla poltrona.

Pregevole pure il cast, che prende sul serio i propri personaggi e non esagera con l’autoironia, regalandoci delle ottime caratterizzazioni tra cui spiccano il bianco poliziotto Jean-Pierre Martins e il suo doppelganger nigeriano Eriq Ebouaney, uniti per costrizione, circondati da compagni di cui è difficile definire il limite tra sanità e follia.

Qualche critico sottolineerà le metafore facili e pesanti, lo squallore degli ambienti e della vita di alcuni cittadini francesi e l’amarezza del finale diventerà una dura critica contro il corpo di polizia.

A mio avviso sono elementi introdotti e trattati superficialmente o semplici specchietti per allodole per poter sfondare più porte.

Resta una goduriosa e fumettosa baracconata che gronda sangue, esplosioni e casino diretta come se la cinepresa fosse un lanciarazzi.

Se tutto questo vi diverte, vi divertirete molto.

9 commenti su “La horde

  1. joe
    03/06/2010

    si prospetta un capolavoro nel suo genere.
    adrenalina, sangue, ludica, violenza e tanta azione; mi sa tanto che francesi hanno superato gli ameriKani pure sulla comprensione del linguaggio playstation third shooter.
    attesa al massimo, speriamo di vederlo presto!

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  2. redman
    04/06/2010

    Gustoso film per serata tra patiti di certo Horror.
    Il mio preferito rimane ancora FEAST, cafone e sanguinoso!!

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  3. danielexd1
    04/06/2010

    per me non è un capolavoro, ma mi è piaciuto perché è andato subito al sodo, non ci sono stati per niente “tempi morti”😀

    una cosa che non ho capito: cercando su gogol le immagini per “la horde”, si vede molto spesso uno zombie nero (nel senso “di colore”) che nel film non ho avuto modo di vedere… (es: http://www.films-horreur.com/wp-content/uploads/2009/01/la_horde_5.jpg)

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  4. Nome (obbligatorio)
    07/06/2010

    ciao lenny. da qualche parte, nei commenti ai tuoi articoli (a cui ormai sono affezionato e di cui spessissimo condivido il contenuto, oltre che apprezzare ghiottamente la forma), avevo letto che hai un altro blog dove pubblichi tuoi racconti. si può avere il link?😉

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  5. Lenny Nero
    07/06/2010

    Ciao!
    Si tratta solo di un mio racconto post-adolescenziale, scritto in modo adolescenziale, che per ora ho pubblicato (rieditandolo) solo a metà. Il resto prima o poi arriva!
    Comunque se sei curioso: http://darkmavis.wordpress.com
    L’unico vero racconto che posso dire di aver scritto è Unforgiven, che trovi segnalato in home.

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  6. Lea
    22/06/2010

    Divertente, e bellissima la scena della morte di Oussem. Però, è mai possibile che non si veda più qualcosa di nuovo sul tema zombi, da 28 giorni dopo in poi? Ho visto Pontypool..sì..interessante..ma non ha un impatto visivo ed emotivo altrettanto forte secondo me.

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  7. kimoran
    11/07/2010

    ho visto il film sottotitolato, l’idea è buona, sceneggiatura inefficace( perchè i morti ritornano? e perchè così velocemente?), ma quando vedo gli zombi correre…non mi esprimo..lascio a voi immaginare.
    troppo sangue,troppo,troppo come gli stupidi horror movie degli ultimi anni.
    personaggi ambigui..senza troppe pretese.
    sono un fan di George A .Romero, anche se l’ultimo suo film ha un po’ deluso ,rimane sempre migliore di questo prodotto,anche se bisogna ammettere che i francesi osano più degli italiani !

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  8. suinonatante
    23/01/2011

    ho visto tutti i film zombificati di romero, i vari remake et similia, la serie di 28 giorni dopo (mediocre o poco più), zombieland (quello si un film nuovo sugli zombie alla pari di l’alba dei morti dementi), splatters (una cazzo di capolavoro comico), della morte dell’amore e chi più ne ha più ne metta e posso dire con assoluta certezza che questo the horde è il più “merdoso” (scusatemi il termine) di tutti. l’unica scena degna di nota è quella della granata perché ironica, tutto il resto è già visto, e meglio, altrove (28 giorni dopo in confronto sembra un capolavoro della nouvelle vague).

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  9. Lenny Nero
    24/01/2011

    Beato chi ha certezze assolute. Io ho solo opinioni assolutiste.

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Questa voce è stata pubblicata il 02/06/2010 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , .

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