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Peace is for pussies

The walking dead

Terminata la prima serie di “The walking dead”, 6 episodi che hanno subito suscitato fermento e curiosità non solo nel fandom horror, avverto l’urgenza di mettere nero su bianco quanto poco mi abbia entusiasmato questa sbiadita produzione, che per lo più pare aver ricevuto il plauso da parte di chi non mastica né l’horror né gli zombie da anni.

Con l’eccezione dell’ormai tenero Stephen King, sempre molto generoso nell’elargire complimenti e prono all’entusiasmo e allo spavento facile.

La serie esordisce con una prima puntata che tra plagi e omaggi palesi offre un taglio visivo cinematografico davvero di alto livello.

Ineccepibili i dati tecnici, dalla fotografia ai movimenti di camera, elementi forti di una confezione che estetizza, ma non rende patinato, sufficientemente plumbea per dipingere l’attesa atmosfera da fine del mondo.

A non deludere, squarci di visioni romeriane il cui merito è da attribuire al genio di Greg Nicotero.

Eppure è evidente che i morti viventi sono solo il contorno, il pretesto, il MacGuffin occasionale e sostituibile a piacimento con qualsiasi altra ipotizzabile tragedia globale.

E se da una parte le scene di massa del primo episodio (pur edulcorate da una soundtrack quasi gioviale) rimangono impresse, dall’altra bisognerà far presto l’abitudine al fatto che successivamente di visioni deformi e momenti raccapriccianti ne vivremo un paio o poco più (la passeggiata, coperti di budella, di Rick e Glenn e il massacro di metà serie).

In un contesto simile, in cui si vuole far emergere il fattore umano e non quello bestiale-adrenalinico, logica avrebbe voluto che il quadro fosse riempito da storie, personaggi e dialoghi forti.

E su questo punto la serie fallisce in modo misero.

I personaggi sono talmente stereotipati da essere ben poco credibili, se non ridicoli.

Gli eroi senza macchia da una parte, qualche sparuto cattivo (ovviamente razzista ed omofobo) dall’altra, poche sfumature di grigio, e una melassa generale che soffoca le follie e gli inevitabili esaurimenti nervosi di cui chiunque soffrirebbe in una situazione così estrema.

I buoni sono ingenui senza paura e coloro che subito sembrano cattivi in realtà sono samaritani salvatori di anziani, indifesi, infermi, se non del mondo intero.

Spruzzate di familismo e buoni sentimenti, invece che di sangue, tanto che ci si chiede se i sopravvissuti siano in realtà gli ultimi ospiti della Casa di Pony.

Solo nella prima puntata vengono sviluppate intuizioni brillanti (l’uomo che non riesce ad uccidere la moglie resuscitata, il tentativo di dialogo tra Rick e uno zombie che si trascina per terra con solo metà del corpo), ma tutto si dissolve in una trama in cui i troppi personaggi non hanno il tempo di acquisire spessore o suscitare empatia e quando finalmente diventano carne da macello, le palpebre ormai calanti si riprendono dal sonno, per una malcelata voglia di vederli tutti morti.

Se il tema, ormai classico, risveglia in maniera riflessa l’attenzione degli horror-maniaci, delude questi ultimi, lanciando solo qualche pregiato boccone di make-up, rari gioielli da ricordare in mezzo a un minutaggio che appare sempre interminabile.

Chi si avvicina alla serie in cerca di qualche eccesso splatter cui non è abituato, potrebbe vivere ogni episodio in uno stato di tensione per 38 minuti, in attesa di quei 2 minuti bagnati di rosso (pallida imitazione di un cliffhanger), una tensione basata semplicemente sull’attesa e non su un reale coinvolgimento emotivo.

Probabilmente superati i 30 anni si diventa reazionari e rigidi su quel che ci si aspetta da certe tipologie di spettacolo: seguire le vicende di persone comuni (se vi interessano, c’è Il Grande Fratello) che riescono ad essere sorridenti persino vivendo in una roulotte sul ciglio della strada, a concedersi sesso in mezzo ai boschi (gli zombie non arriveranno proprio in quel momento, no?) o pensieri teneri verso fratelli e amici, senza mai mostrare un rivolo di sudore, finchè non si trovano una mascella affondata nel collo, non è esattamente quel che assegno alle categorie “brivido-terrore-raccapriccio”.

Quindi, che razza di prodotto intermedio tra il tutto e il nulla è mai questo “The walking dead“?

E’ consigliabile controbilanciare col cinico, rozzo e violento “Dead set”,  ancora insuperabile, o se non volete sporcarvi troppi gli occhi (ma almeno l’anima, sì), ritornare sul solco tracciato da “The road”, che al cospetto di certe distopie formato-famiglia appare un film immenso.

10 commenti su “The walking dead

  1. elvezio
    14/12/2010

    Ottimo, non vedo format televisivi ma temevo che questo fosse più “sola” del previsto.
    Il fumetto regge per qualche volume, ma ho smesso di comprare anche quello dopo un po’, due palle allucinanti…

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  2. Il vampirologo che ride
    14/12/2010

    La visione di “The walking dead” invece mi ha tutto sommato soddisfatto.Certo a livello di idee è la classica storia romeriana,ma tutto sommato ben realizzata.Inoltre nel primo episodio avevo molto apprezzato che i personaggi provassero pietà per gli zombi,che li vedessero come vittime.Come non mi è dispiaciuto appunto il cercare di concentrarsi su una dimensione umana,anche se a volte si finiva nell’ovvio o nel sentimentalismo vecchio stile.(Sempre meglio però degli sparatutto stile Resident evil)
    P.S.Sei l’unico recensore negativo,che però ha lodato il reparto tecnico,complimenti!

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  3. eddy
    14/12/2010

    Ciao,
    sono completamente in accordo con te. Bella la confezione ma il contenuto appare (come quasi tutto il cinema americano degli ultimi tempi) una papparella al burro…
    Peccato. Comunque anche io ho letto i primi due volumi del fumetto e la fiacca del racconto mi ha fatto risparmiare qualche soldino.
    Azz, non ho mai visto DeadSet!!! Dove lo posso trovare? Anzi, prima mi leggo il tuo post.

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  4. SIMO
    15/12/2010

    CIAO Lenny …

    Ho visto le prime puntate…. sono ridicole….che noia!!!

    DEAD SEAT….. http://www.cinenews.info

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  5. Aramon
    15/12/2010

    Per me questa serie è stata una vera e propria delusione. Aspettavo veramente con molta attesa Walking dead e ne sono rimasto deluso/annoiato.
    Più che di zombie mi sembra di aver visto un telefilm romantico,poi la scena della trombata nel bosco è meravigliosa!!

    voto 5

    Lenny nero avremi bisogno di parlare con te,pensi di potermi contattare??

    aramonaway@hotmail.com

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  6. Lenny Nero
    15/12/2010

    hardcorejudas@gmail.com In genere nell’arco di sei mesi riesco a rispondere.😉

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  7. Kust0r
    16/12/2010

    Lucida e obbiettiva valutazione, come sempre del resto. Telefilm che ti frega nella prima puntata, dove dà il meglio di sè, per poi sbrodolare con tutto sto volemosebbene. Poveri zombi non gli permettono neanche di incattivire il manipolo di eroi occidentali che mantengono vivo l’ultimo baluardo di civiltà.

    A proposito di Dead set, l’hanno trasmesso qualche settimana fa su Rai4, una rete che si dimostra piccolo gioiello, paragonato al triste piattume televisivo nostrano.

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  8. perroboy
    16/12/2010

    DELUSIONE TOTALE.
    Gli zombie sono solo una piccola cornice in questa sottospecie di soap americana…

    DEAD SET RULES.

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  9. alessandra
    20/12/2010

    Questa volta si concorda veramente alla grande. I primi due episodi per me sono stati davvero grandiosi, poi si comincia a scemare fino al finale davvero dimenticabile. Alla fine ho davvero sperato che morissero tutti e che la seconda serie fosse sul tipo del primo episodio che non era riuscito ad uccidere la moglie…

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  10. Pablus
    05/01/2011

    Occasione sprecata purtroppo. Per chi ha lasciato il
    fumetto deovo dire che il terzo e quarto numero traballano un poco
    mentre gli ultimi volumi usciti sono decisamente meglio, sia come
    new entry che come sviluppo di certe dinamiche tra personaggi. Il
    ritmo e certi dialoghi a volte ridondanti sono un neo di una serie
    che comunque è da preferire alla serie. Avendo visto certe scene su
    fumetto mi chiedo se riusciranno a trasporle su schermo, sono
    alquanto tostarelle.

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Questa voce è stata pubblicata il 13/12/2010 da in Flussi di incoscienza con tag , .

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