+LoveIsTheDevil+

Peace is for pussies

Source code

Dopo alcuni giorni di metabolizzazione e discussioni in rete a proposito di “Source Code”, diventa lecito chiedersi se chi ha visto il film sia stato attratto dalla curiosità di vedere ancora all’opera Duncan Jones, dopo l’amato esordio “Moon”, indipendentemente da una trama che già sulla carta non prometteva nè particolari sorprese nè una piccola novità nel genere sci-fi.

La domanda è tanto più lecita di fronte a una pellicola che senza alcun dubbio può intrattenere e,  a tratti, emozionare, ma si basa su uno script originale colmo di limiti e superficialità e talmente stantio da sembrare un copione lasciato a giacere a lungo nel cassetto (lo sceneggiatore è anche autore di “Species III” e “Species IV”, che non rimarrano negli annali della cinematografia mondiale) o, comunque, ben poco ispirato.

“Source code” è un film verso cui non nutrire troppo aspettative nel caso in cui si vogliano trascorrere 90 minuti in piacevole down cerebrale.

Alcune idee e situazioni sembrano, involontariamente, ricalcarne altre di “Moon” (il protagonista alla scoperta di se stesso, un’esistenza che assomiglia ad una catena di montaggio e telecomandata, la ricerca di una via di fuga), e forse proprio alcuni temi a lui affini hanno attirato Duncan Jones.

Gli aspetti più deludenti sono rappresentati dalle banali idee quantistiche e avveniristiche a cui ormai siamo avvezzi e svezzati da anni, sia che uno abbia letto certi romanzi (per non citare i soliti noti antesignani, basta aver letto “L’uomo che credeva di essere se stesso”) sia che sia stato spettatore di “Lost” o “Fringe”; in particolare quest’ultimo al confronto sembra avanguardia purissima e tagliata molto bene.

Se non state dormendo, prevedere in 5 minuti il twist rivelatore, e persino il finale, non richiede alcuno sforzo, tanto che è impossibile rimanere col fiato sospeso.

Per fortuna al regista l’aspetto più nerd della vicenda interessa poco e, pur dovendo sfruttare un attore non dei più espressivi come Jake Gyllenhaal, punta tutto sugli aspetti umani ed intimistici, ripercorrendo la strada di una fantascienza che è forma e McGuffin, ma non contenuto.

A bilanciare la marionetta protagonista, Michelle Monaghan e Vera Farmiga, che tentano di dare colore e sentimento alle semplici linee di dialogo, mentre delude il personaggio interpretato da Jeffrey Wright, troppo stereotipato e macchiettistico per non sembrare ridicolo e uscito fuori da un fumetto mediocre.

Il ritmo c’è, si riesce persino a evitare la monotonia da ripetizione (creando voragini logiche che il finale richiude solo in parte), la curiosità ci trascina in modo inerte verso il finale, e il tutto è compresso in una durata accettabile per non darci troppo da pensare e sindacare su tutti i dettagli che non fanno tornare i conti; ma se “Moon” è stato sottovalutato e sottodistribuito, “Source code” si porta dietro troppo hype per soddisfare appieno sia chi ha sostenuto Duncan Jones fin dall’inizio sia lo spettatore casuale che, se poco smaliziato, si trova di fronte a spiegazioni frettolose; inoltre, per quanto il regista cerchi di spremere dalla trama un messaggio conciliatorio e strappalacrime, con quel materiale di partenza non avrebbe potuto di certo compiere i miracoli, con l’aggravante di conferire al film una confezione senza infamia e senza lode.

E la domanda ricorrente su che cosa faremmo se avessimo a disposizione per vivere solo pochi minuti non genera i sussulti attesi.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 08/05/2011 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , .

Cookies

Informativa breve

Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Proseguendo con la navigazione si presta il consenso al loro utilizzo. Per un maggiore approfondimento: Privacy Policy

My Art Gallery

Follow +LoveIsTheDevil+ on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: