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Peace is for pussies

[Letterboxd] Hush

  • HushCon una trama anacronistica scritta su un lembo di un fazzoletto di carta gettato dall’auto di una coppietta in fregola e un’impostazione della gestione della tensione che ambirebbe a essere carpenteriana, Hush invece è pura carpenteria. Quando scrissi un post su Oculus, ancora suggestionato da Absentia, mi posi il dubbio se Flanagan fosse un artista in divenire o un artigiano dalle eccellenti doti tecniche, dal montaggio di cui lui stesso è sempre responsabile alla costruzione delle immagini. Prodotto dalla Blumhouse, Hush è uno dei film più insignificanti di quest’anno e nemmeno i freddi e mai appassionati tecnicismi di Flanagan lo salvano dall’essere versione IKEA di un home-invasion: esterno accattivante, interno di truciolato. Un paragone estendibile anche al villain, uno psicopatico dal basso Q.I. (interpretato dalla metà del canino cast maschile). Capisco che non per tutti siano digeribili i serial-killer dipinti come figure tragiche (ottimi esempi recenti, per questo particolare, sono Aux yeux des vivants e Headless), che magari a me spaventino follia e imprevedibilità e una violenza non comune, non questa figura da yankee onanista, ma come qualcuno possa essersi appassionato a questo dilatatissimo, pedissequo ed edulcorato assedio di una ragazza muta per me resterà un mistero. Almeno ho avuto modo di riascoltare all’opera i The newton brothers che insieme al sound department rappresentano i veri artisti del film e senza i quali il film non avrebbe molti strumenti ansiogeni. Ho anche l’impressione che, con altri due film in uscita, Hush sia per Flanagan quella sciacquatura di piatti per il pubblico dell’horror americano medio giusto per ricordarci che è tornato e poi servirci la portata principale. Forse non gliene fregava neanche nulla di dirigere questo episodio di cronaca nera e s’è sforzato a fare le cose che sa fare bene per portare a casa (e al produttore, quel produttore…) un risultato. Suscita tenerezza e imbarazzo per conto terzi.

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Questa voce è stata pubblicata il 23/04/2016 da in Cinema, Letterboxd, recensione con tag , , .

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