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Peace is for pussies

[Letterboxd] Il rito

RitenMentre noi in Italia avevamo già l’episodio felliniano di Boccaccio 70 (spassoso e visivamente splendido), pochi anni dopo arriva, credo incidentalmente, la risposta di Bergman in una produzione televisiva, perché nel 1969 in Svezia era evidentemente possibile offrire allo spettatore dialoghi fluviali e uber-teatrali, sensazionali nel loro esistenzialismo commisto a ironia inaspettata, seni nudi e falli finti puntati verso il viso di un giudice, omuncolo mediocre che soccombe di fronte alla vitalità, pur disordinata e nevrotica, degli artisti in un parallelo col finale de Le baccanti che diventa atto d’orgoglio violento verso non solo i moralizzatori ipocriti ma l’incapacità di vivere l’arte da parte dell’uomo che si pone verso di essa con atteggiamento da burocrate guardone.

Impatto visivo ammaliante e disturbante come sempre grazie a Sven Nykvist, ma è sottolineare l’ovvio.

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Questa voce è stata pubblicata il 23/08/2017 da in Cinema, Letterboxd, recensione con tag , , , .

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