3 Luglio, 2008 di Lenny Nero
E venne il giorno in cui M. Night Shyamalan realizzo’ un film demenziale, lo vendette come film horror e tutto il mondo si rese conto finalmente che il regista suddetto non solo è sopravvalutato, ma è un impedito di proporzioni epiche.
Era tanto che speravo in un passo falso colossale con cui si autoscreditasse (come se già non fosse bastato “Signs”), ma “E venne il giorno” è un film così clamorosamente mal diretto e mal sceneggiato che persino i ciechi e i sordi comprenderanno che Shyamalan è sempre stato un bluff sospinto per inerzia dal successo de “Il sesto senso” (una delle mie migliori dormite al cinema).
Di mortale in questo film c’è solo la noia.
La trama è ai minimi termini: le piante decidono di sterminare l’umanità, in quanto minaccia per il pianeta, e diffondo una neurotossina che induce al suicidio.
Uso il termine “decidono” perchè in questo film sentirete un professore di scienze naturali blaterare come una fattucchiera new age ed avvallare le teorie di un hippie mentecatto che sostiene che è scientificamente dimostrato che gli alberi parlano con i cespugli. Continua a leggere
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2 Luglio, 2008 di Lenny Nero
Incredibilmente viene distribuito pure nel nostro paese questo gioiello di regia e scrittura, forse sull’onda dello scellerato marketing che ne ha decretato l’insuccesso in patria dove è stato venduto come il nuovo “Omen” sbagliando completamente target.
Sicuramente avverrà la stessa catastrofe pure da noi, ma i cinefili non si facciano sfuggire questo film.
Lungi da me usare toni capolavoristici, ma se al suo primo lungometraggio, e con un budget irrisorio, il regista George Ratliff partorisce un’opera praticamente perfetta, allora il suo nome è da tenere d’occhio.
Questo film parla di distruzione dall’interno, e lo è anche strutturalmente.
“Joshua” è un anti-genere per eccellenza: anti-horror, anti-thriller, assomiglia di piu’ ad un docudrama psicotico, senza particolari scene madri, disseminato di simbolismi, condotto su piani talmente sottili psicologicamente che riesce a raggelarti pur non essendo mostrati praticamente un’oncia di sangue, un atto violento, un flashback esplicativo a prova di nerd sulle motivazioni della sociopatia del protagonista e con un anticlimax finale che lascia atterriti.
Lontanto dai torture porn di moda, lontano dai film popolati di bambini posseduti, “Joshua” risulta un film originale, non facilmente collocabile, che evita la potenziale previdibilità della storia disattendendo le aspettative dello spettatore ad ogni possibile twist narrativo da manuale, di un sapore così retro e di uno stile tale che bisogna tornare con la memoria ai primi film di Roman Polanski. Continua a leggere
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1 Luglio, 2008 di Lenny Nero
Per la serie dei film piu’ sottovalutati, saccheggiati e scomparsi nel dimenticatoio piu’ velocemente di una qualunque promessa del nostro premier, “Dark city” è l’opera tematicamente prodromica a “Matrix”, ma diretta con maggior gusto cinefilo e meno afflati videoclippari.
Il regista è Alex Proyas, passato all’onore delle cronache per “Il corvo”, ma accantonato per anni dopo il flop di “Dark city”, troppo sofisticato ed arty per le masse.
In Italia fu disponibile in versione noleggio per un certo periodo, dopo di che (e parliamo di dieci anni fa) non se ne ebbe piu’ notizia e per il momento è facilmente reperibile solo in versione import.
Peccato anche che per rifarsi la verginità Proyas abbia dovuto dirigere quel semiobbrobrio di “Io, Robot”.
Incastrato in una città costantemente immersa nelle tenebre, un uomo di nome John Murdoch si risveglia accanto ad un cadavere femminile su cui sono state incise delle spirali e non ha il minimo ricordo degli eventi delle ore precedenti.
In fuga e senza meta, scoprirà ben presto di essere ricercato non solo dalla polizia, ma da un gruppo di oscure creature antropomorfe dotate di poteri mentali illimitati, chiamate Gli stranieri, che con la collaborazione di un medico traditore della sua stessa specie rubano e mescolano i ricordi delle persone, cambiando ogni 12 ore non solo l’esistenza dei cittadini, ma persino l’architettura degli edifici; ma la rivelazione piu’ sconvolgente riguarderà non tanto il destino delle sue memorie, quanto la città stessa. Continua a leggere
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1 Luglio, 2008 di Lenny Nero
Le premesse per un disastro erano tutte presenti: un’edizione dell’ After Dark Horrorfest popolato da fim alquanto mediocri, un regista noto a qualcuno per aver diretto il patinume di “Sotto il vestito niente 2″ ormai qualche secolo fa, un cast di interpreti bellocci ed inetti, a cominciare da Mike Vogel (“Non aprite quella porta”, “Cloverfield” ), ed una sceneggiatura di Brendan Hood, il creatore dell’inqualificabile “They”.
Ed invece “Le morti di Ian Stone”, pur tra difetti imperdonabili ed irritanti, riesce ad intrattenere e si salva incredibilmente dal fallimento grazie ad una cornice visiva non originale, ma di tutto rispetto e ottimamente curata, e di questi tempi quando non si vede un eccesso di sciatteria al cinema c’è già motivo per ringraziare Cthulhu.
Ridotta ai minimi termini, la trama è piuttosto semplice: Ian Stone continua ad essere assalito ed ucciso da creature demoniache per poi ritrovarsi a vivere un’esistenza completamente diversa.
L’affiorare di alcuni ricordi ed il ricomparire della ragazza che ama lo gettano nell’incubo di un mondo ciclico il cui segreto riguarda persino la stessa natura di Ian. Continua a leggere
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27 Giugno, 2008 di Lenny Nero
Recentemente mi sto dedicando alle ultime uscite del genere horror, ma confesso che non riesco a recensirne nemmeno una ed a giorni faro’ eccezione giusto per un paio di esse.
Il problema non è tanto nelle storie narrate, ma nel fatto che avverto una mancanza totale di visione personale, della presenza di un regista forte e non omologato.
Così sono andato a ripescare nel mio archivio una visione programmata, e mai avvenuta, “Santa Sangre”, film diretto dal Alejandro Jodorowsky nell’ormai lontano 1989, prodotto e aiutato nella sceneggiatura da Claudio Argento, fratello del piu’ noto Dario.
Si narra che Claudio chiese a Jodorowsky di realizzare un horror; questi accetto’ ed il risultato fu un delirio felliniano spruzzato di sangue ed immaginario ispanico. Continua a leggere
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27 Giugno, 2008 di Lenny Nero
<Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità> J.P. Goebbels
Il nemico è ovunque.
Insidiato in ogni nostro gesto quotidiano.
Ma vi vogliono far credere che il vero nemico siete voi, che si puo’ vivere in eterno o morire sani, e se non ci riuscite la responsabilità è vostra.
In quanti luoghi comuni si è scoperto che alla fine son realmente nascosti sprazzi di verità? Continua a leggere
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25 Giugno, 2008 di Lenny Nero
Un killer irlandese viene relegato dal suo mandante nella città fiamminga di Bruges, in attesa di nuove direttive, per espiare la grave colpa dell’omicidio involontario di un bambino.
In sua compagnia un collega di lavoro, a lui complementare e antitetico: belloccio, scanzonato e superficiale il primo, attempato e riflessivo il secondo.
I due mercenari, che non riescono a risultare credibilmente sanguinari neppure nel flashback piu’ violento, reagiranno in modo differente alle atmosfere fiabesche della città, sospesi nel tempo fino a che il loro superiore rivelerà il destino che ha in mente per entrambi.
“In Bruges” è un oggetto assolutamente anomalo, creato da un autore teatrale già vincitore di un Oscar per il miglior cortometraggio, a parer mio molto sopravvalutato date le recensioni estatiche assolutamente sproporzionate rispetto all’effettiva qualità del film.
Tuttavia, perdonando alcuni narcisismi da opera prima autocompiaciuta, ed abbassando di un paio di spanne le aspettative, ci si puo’ lasciar sorprendere dalla leggerezza della narrazione che riveste una struttura ed un substrato linguistico e umano di evidente derivazione teatrale, per quanto mal metabolizzata. Continua a leggere
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