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Peace is for pussies

Sauna

saunaDopo 25 anni, presumibilmente nel XVI secolo, termina la straziante guerra tra Svezia e Russia.

Un piccolo gruppo di uomini ha il compito di attraversare le terre al confine per redigere le nuove mappe territoriali e raggiungere un secondo gruppo nelle terre del nord; ma l’introduzione ci anticipa che non arriveranno mai a destinazione.

Alla guida del gruppo i due fratelli Eerik, violento e psicopatico, e Knut, professore di geografia devastato nell’animo.

Durante il loro viaggio alcune visioni, legate al senso di colpa per un atto compiuto da Eerik, tormenteranno Knut fino a che una soluzione si prospetterà in un villaggio ufficialmente inesistente.

Qui verranno accolti da una comunità costituita solo da anziani e da un bambino dall’incerta identità sessuale che raccontano di aver occupato l’insediamento di monaci russi convinti che la sauna, ospitata da un edificio che sembra provenire da un’altra epoca, potesse purificare i peccati senza il supporto della preghiera.

Gli abitanti temono la sauna, perchè persino Dio ha paura di ciò che può mostrare.

E mentre vengono firmati i trattati per l’assegnazione della zone, qualcuno deciderà di cavarsi gli occhi, altri scompariranno e i peccati commessi dovranno essere affrontati senza possibilità di deroghe.

Questo straniante e lynchiano film finnico è in assoluto una delle opere più intriganti e affascinanti di cui abbia potuto godere negli ultimi mesi.

Horror esistenziale è una definizione che ricorre in alcuni commenti e ritengo sia appropriata.

Non aspettatevi sangue e delizie desadiane, ma un immaginario potente, una confezione visiva raggelante, un uso del sonoro machiavellico, una soundtrack studiata nota per nota per inoculare disagio nello spettatore e strattonarlo in una discesa all’inferno che a dispetto del titolo è gelido e senza speranza.

Non sperate neanche di cogliere compiutamente ad una prima visione il senso di un’opera programmaticamente frammentaria, onirica, in cui i confini fra allucinazione e realtà si dissipano progressivamente fino a ritrovarci in una fase di entropia generale in cui il caos emotivo prende il sopravvento, a dispetto di un’immediata e facile comprensione degli eventi.

“Sauna” è un’opera coraggiosa e brillante che scardina e ribalta stilemi vecchi, e persino attuali, dell’horror.

Non rinnova, come i francesi anche da me osannati, ma innova, trascinando il genere verso scenari più sofisticati ed autoriali, osando nel chiedere allo spettatore di immergersi nel suo incubo, ma anche di mantenere viva l’attenzione, di soffermarsi sui dialoghi rarefatti e taglienti, sullo spargimento criptico di simboli e nozioni che rifuggono con decisione ogni eccesso di spiegazione e sovraccarico di informazioni.

Il regista, Antti-Jussi Annila, vuole suggestionare, stimolare ogni senso, tormentarci mentre tentiamo di comprendere il corso degli eventi, creando un cortocircuito tra razionalità e irrazionalità, acuendo minuto dopo minuto un senso profondo di angoscia e riuscendo persino ad evitare, se non in rare occasioni, facili trucchi da prestigiatore hollywoodiano.

Cristalizzato in una fotografia livida che trasuda morte ad ogni inquadratura, volutamente surreale nell’inserimento di elementi anacronistici, ad iniziare dall’architettura fuori dal tempo e minimale della sauna purificatrice, il film è prima di tutto un’esperienza maledettamente compatta (dura 85 minuti) e fisica che fino all’ultimo fa sperare nella catarsi, mentre si accumulano indizi che a freddo rivelerebbero subito la disperazione sconfinata che ci attende, ma durante la visione siamo soverchiati dall’atmosfera ed esattamente come per i protagonisti la ragione va persa.

L’impatto estetico di alcune immagini è fortissimo, fino ad arrivare all’acme della sequenza conclusiva, minuti interminabili di epifania mostruosa, terrore panico e di una rivelazione che in cuor nostro avevamo compreso, ma rifiutavamo.

Annila sa come muovere la camera, sa come farsi supportare dal montaggio per incastrare flashback, giocare con il plot o sbatterci in faccia dopo un momento di ipnotica calma una sequenza shock che faccia sussultare, il cui significato è rivelato solo successivamente, confondendo le acque per non rivelarci la soluzione e concedendoci il piacere masochistico di farci ingannare.

Il pregio principale della sua operazione è quello di usare tutti i mezzi cinematografici per disorientare lo spettatore senza scadere in facili effetti splatter, rappresentando la violenza in modo crudo e realistico, ma obliquo (la scena dell’autoscarnificazione ripresa frontalmente), abituandoci ad una dimensione inconscia della paura che esalta la ferocia della scena finale, in cui la splendida fotografia raggiunge il suo punto più alto nello sfruttamento del buio e dei contrasti dei mezzitoni.

Plauso senza alcuna riserva ai due attori protagonisti, intensi e tormentati seppure per motivi differenti, capaci di raccontare i loro ruoli più nelle pause che negli scarni scambi di battute.

Gli unici due appunti che si possono annotare sono quelli relativi ad un rallentamento (sopportabile) del ritmo nella parte centrale, necessaria a collegare le due parti della storia, e l’affondare le proprie radici in una cosmologia infernale di stampo prettamente nordico curiosamente affine a quella orientale (l’acqua è l’elemento che nasconde il regno dei morti).

Nel complesso “Sauna” è un film fuori dall’ordinario e da ogni canone prestabilito, che riesce brillantemente nell’intento di intrattenere in modo mai banale senza perdere di vista la costruzione diabolica della narrazione e l’emotività della stessa.

Quando ricollegherete ogni parola e ogni dettaglio vi sentirete un po’ sprovveduti, ma nel frattempo vi sarete regalati diverse dosi di sudore freddo.

7 commenti su “Sauna

  1. velvet
    15/10/2009

    Ciao lenny…avevo sentito parlare di questo film.Mi ispirava molto!! …dove si trova? Si riesce a trovare con i sottotitoli in italiano?
    Complimenti come sempre per le ottime proposte

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  2. Lenny Nero
    15/10/2009

    Ciao! Esiste un dvd per regione 2 reperibile su amazon (non su play.com) sottotitolato in diverse lingue, ma ovviamente non c’è l’italiano (non lo mettono quasi mai neanche nei bluray, figurati per un film simile).
    Sicuramente trovi sottotitoli in finnico, inglese, francese e spagnolo.
    Se conosci un poco almeno una lingua, ne vale la pena.😉
    I dialoghi sono spesso brevi e velocissimi, ma nulla di disumano.
    Poi magari in giro per la rete c’è qualche sottotitolatore folle che ha creato quelli in italiano.

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  3. velvet
    15/10/2009

    ok, opterò per l’inglese , se mi dici che i dialoghi non sono troppo complicati, non dovrei avere problemi.

    P.s ieri sera mi è capitato di vedere Broken, non lo vedo tra le tue recensioni, cosa ne pensi? Io pensavo mi deludesse e invece mi sono trovato davanti a un film onesto, non esente da difetti, ma che comunque si eleva al di sopra di molto pattume che ci propinano.
    Un saluto

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  4. Lenny Nero
    15/10/2009

    No, i dialoghi sono molto chiari, semplicemente a volte sono un po’ veloci, almeno per la mia capacità di lettura dei sottotitoli!

    “Broken” lo vidi distrattamente tempo addietro, quindi non l’ho mai recensito perchè è come se non lo avessi visto e mi sembrava un prodotto “medio”.
    Magari gli darò un altra possibilità.

    Comunque, sono tanti i film che non recensisco, ma alcuni sono davvero inqualificabili o di alcun interesse!

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  5. paolo
    24/10/2009

    visto in lingua originale…a parte la bellezza formale non capendo il senso dei dialoghi si perde il senso del film …giudizio sospeso.

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  6. Simo
    02/01/2010

    MAAHHH??! l’ho cercato in lungo e in largo….ma nada!!!
    PECCATO!!!
    Leggendoti mi hai incuriosito in maniera folle,

    DEVO VEDERLO … IL trailer è pazzesco….

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  7. qq7
    15/02/2010

    i sottotitoli esistono pure in italiano

    visto ieri sera: gran bel film!

    unico appunto alla tua recensione: non rinnova, ma innova… non mi convince: ho visto molto Andrei Tarkovsky, qualcosa di Bergman etc etc… quindi direi, non rinnova, non innova, ma sovverte…

    ad ogni modo, quanto ai rapporti finlandia-cina esiste un altro film dello stesso regista Jade Warrior che appunto è ambientato per metà in cina e per metà in finlandia (ma non esistono sottotitoli in italiano…) ma trattasi di kung fu quindi forse a te non interessa…

    Comunque su tutto grazie delle tue segnalazioni: gran bel blog!!!

    qq7 (aka marco) (forse un concittadino?)

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Questa voce è stata pubblicata il 15/10/2009 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione con tag , .

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