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Peace is for pussies

Cabal

C’era una volta Clive Barker, considerato erede di Stephen King (prima di “Hellraiser” era noto essenzialmente come scrittore. Sua produzione più famosa i “Libri di sangue” poi trasposti in parte anche nella serie a fumetti “Tapping the vein” ).

Oggi la sua vena creativa sembra esaurita.

Di recente ha contribuito alla realizzazione dello splendido videogioco “Jericho” , sono usciti i comics tratti da “I libri dell’arte” (in Italia “Apocalypse” , in due volumi), pare che quest’anno sarà pubblicato il terzo libro dell’epica di “Abarat”.

Per fortuna le opere di un artista rimangono per sempre e sono diversi i media attraverso cui possiamo rituffarci nel suo immaginario, una personale commistione di horror, sadomasochismo e sfondamento dei confini del reale.

E’ un peccato che la fantasia sfrenata di Barker sia stata poco sfruttata, perchè la sua visionarietà e il suo talento per creare mostri originali e terrificanti non ha pari ancora oggi, dato che pure un Guillermo Del Toro in realtà saccheggia a man bassa le opere altrui (sebbene con impareggiabile stile).

“Cabal”, diretto nel 1990 e tratto dal libro omonimo di Barker, è un film non pienamente riuscito dal punto di vista della sceneggiatura (la storia di Midian avrebbe meritato più ampio spazio e alcune parti sono affrettate) e con diverse ingenuità narrative, ma nonostante i difetti palesi resta tutt’ora un viaggio in un immaginifico territorio mutante di cui persino David Cronenberg, nei panni di uno psichiatria-killer, ha voluto far parte.

Teniamo anche conto che il film è il risultato di diatribe ed incomprensioni fra il regista e i produttori (http://www.clivebarker.info/nbscene2a.html).

La storia è relativamente semplice e protagonista ne è una sorta di salvatore del mondo dei mostri, una versione speculare e dark di Cristo (servo di Baphomet invece di Dio, innocente e nuovo messia) ed accompagnata da una feroce descrizione dei preti: una specie di palingenesi anticristiana.

Aaron Boone è un giovane tormentato da incubi riguardanti Midian, città leggendaria collocata in un cimitero di cercatori d’oro ed abitata da creature deformi di diverse specie.

Il suo psichiatra, un serial-killer interpretato da un Cronenberg a tratti macabramente ironico a tratti agghiacciante, lo convince, anche drogandolo, di essere lui il responsabile della catena di stragi familiari che da qualche mese bagnano di sangue la città.

Tormentato dai sensi di colpa e dai dubbi, una volta trovata Midian Boone viene aggredito e morso da uno degli abitanti.

Quando verrà ucciso dalla polizia, su istigazione dello psichiatra, tornerà dal regno dei morti e chiederà di essere accolto nella comunità dei Figli delle Tenebre, reietti mutanti massacrati per secoli dagli umani sotto la guida dei preti e costretti a nascondersi, protetti dal loro dio Baphomet.

Aaron Boone, suo malgrado, sarà sia la causa scatenante della guerra degli uomini contro i mostri sia il salvatore di questi ultimi.

Gli aspetti interessanti di “Cabal” sono essenzialmente due.

Da una parte la sarabanda di creature è impressionante, un carnevale di idee sempre differenti e strepitose, e solo la sequenza della discesa agli inferi di Lori, la ragazza di Boone, vale la visione del film.

Non c’è un mostro che sia uguale all’altro, ognuno con una sua peculiarità, persino una personalità ben precisa, e ovviamente si parteggerà per il mondo di Midian.

Dall’altra è interessante e provocatoria la costruzione della storia capovolgendo quella di Cristo, infarcendola di riferimenti biblici ed adottando un linguaggio evangelico.

Boone (che si chiama Aronne come il fratello di Mosè) è un puro; viene battezzato come Gesù in un rito che serve a far scendere su di lui la benedizione di Baphomet per renderlo un essere superiore; il capo di Midian è come il vecchio Giovanni il Battista; Boone è oggetto di una profezia come quella di Elia che molti ritengono si riferisca a Gesù; quest’ultimo definiva i suoi i Figli della Luce e gli Esseni invocavano la lotta contro i Figli delle Tenebre, che in questo caso sono le vittime e gli eroi della storia; Boone deve morire, resuscitare ed essere pronto a guidare i suoi seguaci, come nuovo capo, lottando contro un mondo esterno che li vuole perseguitare.

Lori, nella sceneggiatura originale, non è altro che una sorta di Maria Maddalena, un’umana redenta che chiede a Boone di convertirla in mostro per poterlo amare in eterno.

E si potrebbe andare avanti.

Urlata in modo didascalico la polemica contro i preti, che sia tramite un flashback truculento, che ci trasporta secoli addietro, sia attraverso il personaggio di un clericale invasato e schizofrenico, sono descritti come massacratori ignoranti e pieni di livore, e nell’ultima scena il male troverà nuova linfa proprio grazie a loro.

Banale nella sua evidenza, ma non per questo meno veritiero.

Un commento su “Cabal

  1. fabristol
    21/09/2008

    Completo la buona recensione (che condivido; avendo letto il libro e visto il film) con una curiosità. I Cradle of Filth hanno fatto un album che si ispira a Cabal. L’album si intitola Midian e lo considero forse il loro miglior album. Forse rende più giustizia la loro intepretazione musicale piuttosto che il film.

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Questa voce è stata pubblicata il 19/09/2008 da in Cinema, Flussi di incoscienza, recensione, Religione con tag , , .

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